Autostima e Psicoterapia a orientamento adleriano

Autostima e Psicoterapia a orientamento adleriano

La psicoterapia ha due macro-obiettivi fondamentali. Uno è alleviare la sofferenza, l’altro promuovere il benessere. Per quanto in parte sovrapposti, i due obiettivi non coincidono. Ridurre o eliminare l’ansia non equivale a generare autostima, così come ridurre o eliminare la depressione non equivale a generare felicità, anche se possono contribuire a farlo. Da una parte, la psicoterapia si propone di ridurre le paure irrazionali, le reazioni depressive e i sentimenti dolorosi di ogni tipo; dall’altra, incoraggia l’apprendimento di nuove capacità, nuovi modi di considerare e vedere la vita, strategie migliori per relazionarsi con se stessi e con gli altri, un senso allargato delle proprie possibilità. Il processo, quindi, non è diretto esclusivamente a eliminare tutto ciò che è negativo, ma si propone di realizzare qualcosa di positivo: maggiore consapevolezza del proprio modo di funzionare, maggiore integrità e senso di responsabilità, la volontà di sconfiggere la paura per affrontare i conflitti e le realtà frustranti, il coraggio di affrontare ciò che prima si evitava, maggiore autostima.

Come per i genitori e gli insegnanti, l’accettazione totale e il rispetto sono il modo migliore in cui uno psicoterapeuta può contribuire all’autostima del paziente. Questo atteggiamento si concretizza in primo luogo nel modo in cui si accolgono i pazienti al loro arrivo in studio, nel modo in cui li si guarda, si parla loro, li si ascolta, trasmettendo loro un’immagine di persone degne di rispetto. In secondo luogo, è necessario un approccio che mira a scoprire qualità, virtù e risorse, rafforzando forze che non sanno di possedere e potenziali che non hanno mai esplorato.

Entrando nello specifico della psicoterapia a orientamento adleriano, il lavoro sull’autostima è qualcosa che avviene parallelamente e indirettamente rispetto a quelli che sono gli obiettivi classici della terapia. Infatti, lavorando su altri aspetti, automaticamente si lavora anche sul rinforzo dell’autostima. La psicoterapia a orientamento adleriano, quindi, favorisce il miglioramento dell’autostima attraverso una presa di coscienza da parte del paziente di tutta una serie di aspetti che caratterizzano la persona stessa. Attraverso l’ascolto empatico, l’incoraggiamento, e azioni come la spiegazione, la chiarificazione, la confrontazione e la riformulazione, si aiuta il paziente a visualizzarsi in diverse situazioni, a prendere coscienza di come si approccia al mondo, a migliorare la narrazione e a favorire l’emergere di vissuti, di quello che sente nel profondo, permettendogli di rappresentarsi sia i propri limiti, sia, soprattutto, i propri punti di forza. È proprio su questi ultimi che la terapia adleriana si sofferma maggiormente, rafforzando il paziente sulle proprie competenze e sui propri stili funzionali. Il terapeuta deve gradualmente rendere consapevole il paziente del carattere fittizio della meta e dello stile della sua vita, illustrando i "punti deboli" del suo progetto. Parallelamente, deve aiutare il soggetto a formulare "un nuovo punto di vista", una nuova interpretazione dei fatti, abbandonando, se possibile, gli aspetti disfunzionali del proprio stile di vita. Nel setting adleriano, grande importanza è attribuita all’atteggiamento di ascolto empatico del terapeuta e all’incoraggiamento. Incoraggiare non è lodare, ma è cercare di ottenere il miglioramento; è stimolare, ma senza spingere oltre le reali possibilità, non considerando gli errori come insuccessi, ma aiutando l’individuo ad avere il coraggio di essere imperfetto. L'incoraggiamento, quindi, riattiva la fiducia in se stessi e ristabilisce la capacità di affrontare sia le situazioni contingenti dell'esistenza che quelle imprevedibili, ristabilendo un senso di superiorità funzionale e rafforzando così il senso di autostima.

Dott.ssa Debora Emanuele
Specializzanda Scuola Adleriana di Psicoterapia Torino.